La Diffusione è uno Strumento Eccellente – di Jeff Hedback

La diffusione è uno strumento eccellente per quanto riguarda l’acustica degli spazi. OK, buono a sapersi, ma cos’è in pratica la diffusione e dove può essere utile all’interno della mia stanza? Di seguito risponderò a queste domande, proponendo al tempo stesso alcune applicazioni efficaci.

I diffusori realizzati ad-hoc seguendo modelli matematici per come li conosciamo sono relativamente giovani, con circa 30 anni di studio alle spalle. Le prime opzioni disponibili in commercio sono arrivate solo verso la fine degli anni 80, principalmente per rispondere alla richiesta di nuovi “strumenti” da parte di grandi auditorium e teatri. Ma è stato solo negli ultimi 15 anni circa che si è iniziato a sviluppare soluzioni destinate all’utilizzo in spazi più piccoli. Questo background è utile solo per farvi notare che, nonostante vi siano ancora molte discussioni circa tipologie ed applicazione dei diffusori in grandi studi e teatri, per quanto riguarda gli ambienti di dimensioni ridotte non c’è da preoccuparsi: la diffusione è davvero qualcosa di eccezionale in quest’ultimo caso.

Il diffusore di tipo QRD (Quadratic Residue Diffusor – Diffusore a Scarto Quadratico) utilizza un design matematico non-ripetitivo basato su “celle” di differenti dimensioni, in cui la larghezza della cella determina le performance sulle alte frequenze, e la profondità determina le performance sulle basse frequenze. Il compito di un diffusore QRD è quello di: (1) ridisperdere l’energia acustica in maniera omogenea nello spazio (senza che vi sia troppa perdita di energia) e (2) agire sulla diffusione delle onde sonore per quanto riguarda la fase delle riflessioni, in modo che esse non causino problemi come il comb-filtering (profondità differente = tempo differente = risposta in fase differente).

Il diffusore Policilindrico impiega una superficie frontale curva che riflette il suono incidente in maniera casuale, sulla base del raggio della curva e dell’angolo dell’onda incidente. Questo tipo di diffusore mantiene costante la quantità di energia in gioco ma non ha effetto sulle relazioni di fase tra le onde coinvolte.

Per quanto concerne la risposta in frequenza, i diffusori QRD di qualità sono solitamente efficaci anche fino a 400-500Hz…come fa il D1. Il range di efficacia di un policilidrico è determinato da profondità, larghezza e raggio della curva.

La cosa interessante riguardo tutti i tipi diffusori è che, sotto al loro punto minimo di intervento (in termini di diffusione), essi offrono anche un po’ di controllo delle basse frequenze (bass trapping).

Ma come suona un Policilindrico rispetto ad un QRD?

Un Poli è influenzato da ciò che lo circonda, e suona quindi diversamente a seconda del tipo di superfici circostanti. Di per se, posizionato accanto a superfici dure, può dare origine a fastidiosi rumori metallici. Tuttavia, quando posizionato correttamente a gruppi, ponendo attenzione a ciò che lo circonda e/o utilizzando anche l’assorbimento, i Poli suonano totalmente neutri nel modo più buono. Si ottiene immediatamente un feeling più ampio dal punto di vista psicoacustico.

Il QRD mantiene invece la sua impronta sonora: acusticamente caldo, non direzionale ma dal suono coeso. Una bella chitarra acustica suonata ad un paio di metri di fronte ad un singolo QRD ben progettato suonerà da subito come una versione migliore di sé stessa.

Ecco un’analogia per tutti i “geek da studio”: un QRD può essere visto come un preamp microfonico, scelto per il suo carattere ed il suo modo di rappresentare un segnale. Un Poli, invece, si comporta più come un microfono, scelto per la sua impronta in termini di risposta in frequenza e per il suo diagramma polare. Usando queste analogie per il posizionamento dei QRD o dei Poli, puoi lasciare campo libero alla tua immaginazione.

Utilizzi:

Sia i diffusori QRD che i Poli sono mono-dimensionali, nel senso che il suono viene disperso perpendicolarmente rispetto alle celle di un QRD, e sullo stesso piano del raggio della curva nel caso di un Poli. Questo può farti immediatamente pensare a quanto possa essere efficiente disporre i diffusori in gruppi, con le diverse unità adiacenti ruotate di 90 gradi l’una rispetto all’altra.

Utilizzare l’assorbimento insieme alla diffusione è un buon modo per ottenere un bilanciamento omogeneo. In realtà, questa combinazione può rivelarsi essenziale nel caso dei Poli.

Applicazioni per gli Studi:

L’applicazione “classica” prevede l’utilizzo dei diffusori sul muro posteriore della sala regia (control room). Anzitutto, per utilizzare dei QRD, c’è bisogno (come regola generale) di almeno 2,4 metri di distanza tra posizione di lavoro (sedia) e parete posteriore. Coprendo una superficie di almeno 7 metri quadrati con i diffusori QRD GIK puoi migliorare notevolmente la situazione alla posizione di ascolto: puoi muoverti più liberamente avanti/indietro e da un lato all’altro mantenendo consistenza in termini di risposta sulle medie ed alte frequenze.

Qualsiasi ampia parete o soffitto nella parte posteriore della control room può essere tenuta in seria considerazione per la diffusione. L’opzione QRD è generalmente la migliore ma, in congiunzione con l’assorbimento, anche i Poli possono diffondere il suono in maniera gradevole verso i punti i cui siedono i clienti.

 

Evolution PolyFusor Diffusor / AbsorberQui potete vedere la parete posteriore di una control room da me progettata recentemente per ZenProAudio.com. In questo caso, i muri offrono un assorbimento del 100% sulle medie/alte frequenze e perciò i Polidiffusori sono diventati la scelta perfetta per mantenere “vita” all’interno dell’ambiente, senza però dar luogo a problemi in posizione d’ascolto. Ruotando le unità adiacenti tra loro su parete e soffitto posteriori ed utilizzando stecche di legno opportunamente distanziate sulla parete posteriore, Warren Dent ha ora uno spazio per mixare acusticamente preciso. Come ci si può aspettare, il punto di ascolto dei clienti è leggermente sbilanciato (trovandosi direttamente control il muro posteriore), ma comunque più confortevole rispetto ad uno spazio completamente “asciutto”.

In piccoli spazi con pannelli a banda larga come le Bass Trap GIK 244 o Monster, puoi posizionare i QRD a gruppi sul soffitto (in ambienti con altezza non inferiore a 2,4 metri) ed avere un timbro vibrante e moderno senza alcun effetto negativo. L’obiettivo durante la fase di “ripresa” o registrazione è quello di riuscire a catturare la rappresentazione migliore della performance… ma deve restare tale con tutte le altre tracce. Le riflessioni speculari causate da superfici dure creano artefatti che si sommano (negativamente) sempre di più all’aumentare del numero di tracce e durante la fase di mix. Certo, è possibile assorbire ogni punto, ma con le riflessioni si perde anche la “carica” della performance.

Se hai un soffitto di 3 metri o più, il Poli diventa un’opzione molto valida per ottenere uno spazio che suoni più ampio. Valuta una copertura pari al 10-20% della superficie disponibile per avere risultati significativi. Distanziare i Poli di almeno 15cm l’uno dall’altro diventa assolutamente imperativo in questo tipo di applicazioni. Ricorda che in questo caso è importante tenere in considerazione tutte le interazioni tra le varie superfici coinvolte.

Diffusion Treatment JR RobinsonDai un’occhiata al muro posteriore alla batteria nella stanza di JR Robinson, della quale ho progettato il trattamento acustico. I QRD sui lati aggiungono diffusione, circondando il suo quadro su tela che assorbe in parte le alte frequenze. Questa scelta ha immediatamente contribuito dando maggiore definizione a toms e piatti (tieni a mente che i QRD rendono più omogenee le medie frequenze in maniera efficace), lasciando a JR l’acustica aperta che voleva dalla sua stanza…il massimo guadagno con il minimo sforzo!

Un piccolo suggerimento che consente di ottenere diffusione e buoni risultati da pareti “non trattate”: disponi i diffusori in maniera sfalsata su pareti parallele tra loro. Di recente mi sono occupato del completo rinnovamento acustico di una stanza (5,2m x 5,5m x 3m) che era quasi totalmente assorbente sulle pareti ed aveva alcuni diffusori mono-dimensionali non molto efficaci sul soffitto. Ho riorganizzato parte dei pannelli presenti sulle pareti spostandoli in modo da coprire circa il 20% del soffitto (distanziandoli uniformemente) ed altre zone specifiche, e quindi ho posizionato dei diffusori QRD di qualità per sistemare alcuni punti critici sulle pareti. Abbiamo anche aggiunto un pavimento in bamboo e posizionato i vecchi diffusori meno efficienti intorno alla finestra. Abbiamo ottenuto una sala di ripresa dall’acustica uniforme, viva ed al tempo stesso controllata semplicemente posizionando i diffusori sulle pareti in relazione l’uno con l’altro e tenendo conto di come si propagava il suono all’interno dell’ambiente.

ARGOMENTO TABU’… la diffusione sopra alla posizione di mix. Si, è tutto vero ed ora è anche scritto per farlo leggere a tutti! Ho installato dei diffusori QRD sopra alla posizione di mix e sono riuscito a migliorare le mie capacità in termini di immagine stereo (sia in ampiezza destra/sinistra che in profondità fronte/retro)… risulta inoltre più facile centrare correttamente i parametri di attacco/release del compressore, bilanciare correttamente i riverberi ed il panning dei vari strumenti. Non è certamente una soluzione assoluta, ma può essere utile, specialmente se chi mixa ha una particolare sensibilità alla riflessioni verticali.

Applicazioni per gli Home Cinema:

Dipende, dipende, dipende… tipo di altoparlanti e loro posizione, prossimità dei posti a sedere alle superfici circostanti… tuttavia:

Il terzo posteriore della maggior parte degli home cinema è la prima scelta per la diffusione. La maggior parte delle installazioni utilizzano configurazioni surround Bi-Polari e la diffusione dell’energia in gioco permette di avere una risposta più “da cinema”: si sentono bene le informazioni surround, si possono seguire con chiarezza gli spostamenti (panning) nei momenti “frenetici” ma, come nei veri cinema, non sei mai davvero a conoscenza della reale posizione degli altoparlanti surround.

Se disponi di un soffitto alto 3-4 metri, puoi utilizzare la diffusione direttamente sul soffitto per simulare quell’effetto da sala ampia ma al tempo stesso “intima” che si ha in un vero cinema.

Dal momento che molti altoparlanti centrali THX sono progettati per avere una risposta verticale molto precisa, puoi utilizzare dei diffusori QRD nei punti mediani tra altoparlanti e poltrone, per avere un risultato più confortevole che leghi al meglio audio e video. Inoltre, alternare assorbimento e diffusione in vari punti può offrire una risposta più omogenea tra le diverse poltrone, rispetto all’utilizzo del solo assorbimento.

Se hai più di 1,8 metri tra una poltrona e la prima superficie circostante, dei diffusori Policilindrici disposti in colonna sulle pareti laterali possono fare miracoli! Anche applicazioni in condizioni più “ristrette” non sono da scartare, ma bisogna porre attenzione ai possibili problemi dovuti alle interferenze tra riflessioni e suono diretto.

Abbiamo parlato a lungo, con discorsi puramente tecnici, aneddoti ed alcune provate ed efficaci applicazioni per la diffusione… confido che questo articolo sia utile e vorrei rinnovare il mio enorme apprezzamento nei confronti di GIK Acoustics per la loro gamma di prodotti fuoriclasse e per il loro reale desiderio di aiutare i propri clienti ad ottenere ed apprezzare un buon suono!

Di Jeff Hedback